Fondazione OAGE-Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova

Fondazione OAGE Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova Accogliere oggi, nella cultura del consumo e della precarietà

Accogliere oggi, nella cultura del consumo e della precarietà

Ogni giorno veniamo a sapere della moltitudine di persone che cercano un posto migliore, migrando da situazioni difficili e disperate. Per contro nella ricca società europea, dominata da una tecnologia pervasiva al servizio del consumo, la libertà è diventata preda del desiderio. Un desiderio mai soddisfatto che non aiuta a comprendere il valore del limite.
In un quadro culturale così fragile risulta faticoso trovare il necessario  equilibrio nelle relazioni e in particolare di quelle che sono sbilanciate verso l’altro: quelle relazioni che genericamente chiamiamo “di aiuto”.
L’impatto della cultura del consumo comprime le persone, in una dimensione spesso oppressiva. Le persone oscillano tra il disperato desiderio di essere riconosciuti dal sistema dominante, attraverso aspetti prestazionali e di fatto esclusivi, e un’impossibilità a tenere su obiettivi e prestazioni calate dall’alto. La conseguenza è un aumento dello spaesamento, della confusione e della dipendenza che riporta alla luce un neo-assistenzialismo.
Accogliere è un’azione diffusa nella quotidianità della vita, spesso non si coglie fino in fondo la profondità che tale gesto comporta.
Accogliere è nell’esperienza, sia una risorsa che un onere. Sappiamo che la paura della diversità e dell’altro, in quanto sconosciuto, è un’esperienza insopprimibile, universale e normale.
Tutte le epoche hanno conosciuto forme individuali e collettive di angoscia e di paura. È inevitabile che il rapporto con le diverse forme di “altro” (sessualità, razza, religione, malattia, ecc.), prenda l’aspetto di paura e di competizione. Tenere uno sguardo complesso sull’accoglienza vuol dire tenere conto delle contraddizioni che si vengono a creare, riconoscendo come  necessario che non tutto è possibile e che la consapevolezza del  limite è ciò che struttura e può rendere possibile la trasformazione dell’urto che la differenza provoca in energia capace di rigenerare il legame sociale.


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