Fondazione OAGE-Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova

Fondazione OAGE Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova Il restauro della cupola del Duomo

Il restauro della cupola del Duomo

 

PRESENTAZIONE DEI I LAVORI DI RESTAURO DELLA CUPOLA DELLA CATTEDRALE DI GENOVA

Venerdì 10 luglio alle ore 16,30, in Cattedrale, l’Arcivescovo di Genova:  S.Em. Cardinale Angelo Bagnasco, presenterà alla Città i lavori di restauro che saranno eseguiti sulla cupola della chiesa di San Lorenzo, Cattedrale di Genova.

Le relazioni saranno introdotte da Mons. Carlo Sobrero, Prefetto della Cattedrale e, dopo il Cardinale, parleranno il Prof. Clario Di Fabio, l’Arch. Giorgio Rossini e l’Arch. Claudio Montagni, progettista e direttore dei lavori di restauro della cupola.

La cupola della Cattedrale venne costruita da Galeazzo Alessi, architetto perugino che si formò a Roma assorbendo quelli che erano gli insegnamenti di Bramante, Antonio da Sangallo e Michelangelo.

A Genova si trovano due delle tre cupole costruite da Galeazzo Alessi. La terza è quella di S.M. degli Angeli ad Assisi, la chiesa che ospita  la Porziuncola di S. Francesco. Le cupole, in ordine di costruzione, sono: S. Lorenzo 1550 -1557, N.S.Assunta di Carignano 1549 – 1603, S.M. degli Angeli 1568 – oltre 1572. ( Anno della morte di G.Alessi)

La cupola di S.Lorenzo, ha la sua conformazione originale nel periodo medievale, probabilmente esistente già nel 1156 dove un documento specifica di lavori alla torre nolare. Sicuramente esistente nel 1296, quando era Vescovo di Genova, Jacopo da Varagine, che nella descrizione che fa dei moti tra Guelfi e Ghibellini, che portarono alla distruzione di parte della Cattedrale, nomina con assoluta precisione la torre nolare.

Due rappresentazioni di piante prospettiche del XV secolo, ci tramandano la forma che la vecchia cupola doveva avere. La prima è la Veduta di Genova dipinta nel 1597 da Cristoforo de Grassi, copia di un originale del 1481. L’altra è quella di Michael Wolgemut del 1493, Genua, xilografia dal Liber Chronicarum, stampato a Norimberga nel 1493 da Hartmann  Schedel. La rappresentazione è quella tipica del tempo: gli edifici del potere religioso e quelli del potere civile erano raffigurati con proporzioni maggiorate, per rendere l’importanza delle diverse Istituzioni che ospitavano.

Nella successiva Veduta di Genova  del 1572 di Franz Hogenberg, un’acquaforte colorata ad acquarello inserita nel Civitates orbis terrarum, appare già la cupola eseguita da Galeazzo Alessi.

Verso la metà del XVI secolo, l’esplosione di un deposito di polveri, che si trovava nel palazzo dogale, attiguo alla cattedrale, danneggiò gravemente le coperture e la torre nolare e, i lavori di restauro vennero affidati a Galeazzo Alessi, appena giunto in Città chiamato da Perugia dai Sauli e dai Giustiniani. L’intervento dell’Alessi è documentato tra il 1550 e il 1557.

Il progetto ha avuto inizio con un rilievo eseguito con strumentazione laser scanner con integratore automatico di fotografie ad alta soluzione, scattate dallo stesso strumento in fase di scansione a 3D.

Questo metodo consente di avere una conoscenza geometrica altrimenti non ottenibile con altre strumentazioni in uso nel passato. La conformazione urbanistica di Genova ha aiutato in questa fase di rilevamento, infatti i punti di ripresa sono stati il campanile della Cattedrale, la torre dei Maruffo, e la torre di Palazzo Ducale, collocate in posizione ottimale  per le riprese al laser scanner, che attraverso una nuvola di centinaia di migliaia di punti porta a delle immagini estremamente precise.   

Pochi sanno che la cupola alessiana era coperta di piombo, e solo nel 1843, Giovanni Battista Resasco, architetto della Città, succeduto al Barabino, la modifica completamente rifacendola in rame, così come la vediamo oggi.

È sufficiente alzare gli occhi verso il campanile della Cattedrale, per verificare che ancora oggi la copertura  del cupolino e dei quattro pennacchi che lo caratterizzano, sono eseguiti in piombo, così come era la cupola.

I lavori di restauro, resisi necessari perché questo manto non è più in grado di  proteggere la chiesa dagli elementi atmosferici, saranno anche elemento di nuova conoscenza di questa cupola, la meno conosciuta sotto il profilo storico e costruttivo, di tutte tre le cupole alessiane.

Oltre al manto di copertura, saranno considerati gli aspetti statici della cupola, tutti gli aspetti attinenti al restauro dei marmi di cui è composta, e le parti murarie, interne ed esterne.

Per eseguire questi lavori sarà innalzato un complesso ponteggio che vedrà le sue basi all’interno del presbiterio della Cattedrale, per uscire poi attraverso gli otto finestroni del tamburo all’esterno, inseguendo la forma semisferica della cupola stessa.

Per consentire  che i lavori si possano svolgere con qualsiasi condizione atmosferica, sarà allestito una contro cupola in tessuto impermeabile, che impedirà  all’acqua piovana di entrare in chiesa.

I lavori  inizieranno nella seconda metà di luglio e la conclusione è  prevista  nell’arco di due anni.