Fondazione OAGE-Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Genova

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Continua la discussione sul ruolo e l’utilità delle numerose Facoltà di Architettura innescata dal Prof.G. Mazziottti  dell’ IUAV, riportata sul Giornale dell’Architettura, indicate come

 “fabbriche di illusioni”.

 

Certamente la qualità degli studi e i successivi esiti professionali di un gran numero di giovani laureati, in una congiuntura di profonda crisi,pone seri

interrogativi. La riforma universitaria del 3+2 non ha posto rimedi ma ha ulteriormente complicato il quadro generale anche con la diversificazione delle competenze in ambito

professionale.

Al dibattito avviato contribuisce ora un  ulteriore articolo di Carlo Olmo con una puntuale e  lucida analisi  nella polemica(Giornale dell’Architettura-newsletter 86).

Il Direttore sviluppa il tema del ruolo delle numerose Facoltà  con l’ipotizzata chiusura a favore di Scuole politecniche di Ingegneria e Architettura edile.

A suo giudizio nelle Facoltà manca la “produzione sociale di senso” con una insufficiente cultura sociale del Progetto,mentre al più si diffondono saperi pseudo tecnici in minicorsi

iperspecialistici, immaginari desunti da altre culture a base di:“smart, sostenibilità, virtualità, sicurezza, green e una visione dell’architettura che tanto deve alle installazioni”.

Certamente da condividere l’interpretazione dei tempi attuali verso nuove problematiche per l’insufficienza del modello storico che vede la “morte delle professioni liberali”.

Ma nonostante tutto c’è ancora posto per un ruolo sociale e propositivo della professione di  Architetto,citando,testuale:

 “Un ospedale mal distribuito, una scuola che ignora le nuove forme di didattica, uffici che non sanno cosa sia il telelavoro e i mutamenti che la cultura digitale sta apportando anche

allo spazio del lavoro, un tempo di ufficio, l’ignoranza di come è mutata la composizione sociale della domanda di residenza, la cultura abitativa, la struttura demografica delle famiglie

e di come questa domanda si distribuisca sul territorio”

Ma vedrei con favore un più ampio inquadramento della discussione,oltre i confini casa nostra, per capire dove e come si formano gli Architetti.

Nel mondo ci sono Scuole che formano Architetti,soggetti a validazione  UNESCO/UIA(1) per la certificazione e accreditamento dei loro programmi  di studio.

Vi è quindi l’urgenza“ di una discussione pubblica, trasparente, informata, basata su una conoscenza storica approfondita e su dati confutabili ma sicuri, sulla formazione a una delle professioni più complesse”

 

(1)l’ Union Internationale  des Architects  è un organismo presente in 98 nazioni e raggruppa oltre un milione di

     architetti

 

Giorgio Cirilli

Consigliere FOAGE

 

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